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mercoledì 28 febbraio 2018

“Il '68 ha cinquant'anni. Li dimostra?”


Niente celebrazioni e niente nostalgie, please. Solo un'occasione di analisi in chiave contemporanea sull'anno del secolo scorso che, comunque la si pensi al riguardo, ha cambiato la società. Il 1968, l'anno del grande movimento di contestazione studentesca e sociale, delle università occupate, delle battaglie per i diritti civili e della rivoluzione sessuale e dei costumi, “spegne” cinquanta candeline.
E a Cassola una rassegna culturale intitolata “Il '68 ha cinquant'anni. Li dimostra?” gli farà dichiaratamente la radiografia per scandagliarne pregi e difetti: temi tosti, e anche alcuni grossi nomi, per affrontare in ottica attuale l'anniversario del movimento.
La notizia nella notizia è che a promuovere tale ciclo di appuntamenti non è un'associazione politica o culturale, ma l'Unità Pastorale di San Giuseppe e San Zeno di Cassola. Due parrocchie riunite in un unico organismo, intenzionate a sviscerare pubblicamente un argomento apparentemente lontano anni luce dalle tematiche che si affrontano in seminario o in canonica.
Nata in ambito clericale anche grazie all'interesse del parroco don Stefano Caichiolo, la rassegna si pone l'obiettivo di proporre un itinerario di formazione e approfondimento rivolto sia agli adulti che ai giovani, in cui ad argomenti di interesse pastorale si affiancano tematiche socio-culturali più ampie. L'intenzione non è quella di “fare archeologia” su quegli anni, ma di capirne la portata soprattutto in rapporto alla società di oggi attraverso un dialogo tra persone appartenenti al mondo laico e a quello credente.
“Siamo una realtà ecclesiale, ma a servizio del territorio - precisa don Vittorio Gnoato, rappresentante dell'Unità Pastorale, alla conferenza stampa di presentazione alla Biblioteca Civica di San Giuseppe -. Queste tematiche non riguardano la Chiesa ma l'umano vivere, credenti e non credenti.”
Sono in programma due mesi di incontri, tutti ospitati all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe di Cassola, per un totale di undici appuntamenti (tutti a ingresso libero e con inizio alle 20.30) con scrittori, teologi, giornalisti. Un'iniziativa che si avvale della collaborazione dell'Amministrazione comunale (assessorato alla Cultura) e della locale Pro Loco.
“Io sono un “sopravvissuto” di quegli anni, testimone oculare di un'epoca che ho vissuto da maggiorenne - afferma il sindaco Aldo Maroso -. Ricordo alla facoltà di Matematica che entravamo in aula con la porta aperta, senza dover bussare per essere ammessi dal professore, e che gli studenti del terzo e quarto anno restavano con il sacco a pelo a dormire.” “Ho percepito molto bene - continua il primo cittadino - che questi atteggiamenti venivano trasformati in impegno politico, in ribellione, il protesta contro i conformismi. Allora c'era tra i giovani la sfiducia nei politici. Oggi invece c'è invece una sfiducia nella politica in generale e una mancanza di sogni. Spero invece che ci siano sempre più giovani che riscoprano i valori dell'impegno e la capacità di studiare e di lottare di più, e di andare a votare.”
Tra i testimoni in età giovanile di quell'epoca c'è anche il noto assicuratore Ivano Costenaro, capelli lunghi e barba un po' alla '68-style, che sostiene l'iniziativa in forma di sponsor. “Qui da noi il '68 è stato vissuto più a Cartigliano, Nove o Marostica che non a Bassano - ricorda -. Ma il vero centro della protesta di operai e studenti è stata Valdagno.”
Uno dei curatori del ciclo, Enrico Zarpellon, è nato vent'anni dopo i fatti del '68: ha infatti solamente 30 anni. Non ha mai occupato aule e non ha mai vestito l'eskimo, ma affronta l'argomento con cognizione di causa. “Parliamo del '68 per parlare del 2018 - dichiara -. Questo significa stare attenti a non cadere nelle nostalgie e provocare nei giovani l'interesse a mettersi in gioco su temi come l'educazione, la questione femminile, il confronto intergenerazionale. Tutto questo è 2018.”
La prima parte del programma include sette conferenze fino alla fine di febbraio.

Si inizia mercoledì 17 gennaio con il sociologo Marco Marzano, che terrà un incontro introduttivo dal titolo “Rivoluzione o involuzione?”.
Si prosegue il 24 gennaio con la teologa Stella Morra, protagonista del secondo appuntamento: “Chiese in uscita o chiese svuotate?”. Quindi, in linea con le provocazioni di quella stagione, seguiranno cinque serate a due voci ispirate ad altrettanti famosi slogan dell'epoca. “Vietato vietare” (31 gennaio): incontro sulla questione dell'educazione con il consulente famigliare Raffaello Rossi e la biblista Rosanna Virgili.

“Mettete dei fiori nei vostri cannoni” (7 febbraio): confronto in tema di pacifismo e di guerra mondiale a pezzi con Franco Vaccari dell'associazione Rondine Cittadella della Pace e Fabio Corazzina di Pax Christi. “Io sono mia” (14 febbraio): riflettori accesi sulla questione femminile, prendendo spunto dal “mantra” delle femministe dell'epoca, con la scrittrice Lea Melandri e la teologa Cristina Simonelli.

“Consumate di + Vivrete di –“ (21 febbraio): incontro su decrescita e consumismo con il sociologo Daniele Marini e la teologa Antonietta Potente. “Sotto il selciato c'è la spiaggia” (28 febbraio): faccia a faccia sul tema del sogno e del disincanto con lo scrittore Marco Mancassola e il teologo Michael Davide Semeraro.
La seconda parte è in programma invece nel primo weekend di marzo, con “L'immaginazione al potere”: una quattro giorni dedicata alle arti e al clima culturale della fine degli anni '60 e degli anni '70.
Il primo marzo è fissato un incontro con la celebre scrittrice Lidia Ravera. Il giorno successivo si potrà assistere a una performance teatrale di Luca Scarlini, che proporrà lo spettacolo a tema “Pianeta Fresco: il '68 e la scena del desiderio in Italia, come nel mondo”. Il 3 marzo I Vitellini di Felloni riproporranno le intramontabili canzoni di Fabrizio De Andrè (“Storia di un impiegato”) e infine il 4 marzo sarà proiettato il film di Olivier Assayas “Qualcosa nell'aria”, sul maggio francese.
“L'idea - spiega ancora don Vittorio Gnoato - è sorta all'interno di un gruppo di lavoro. Lo spirito del '68 non c'è più, ma le tematiche affrontate sono ancora oggi molto attuali. Non è un percorso celebrativo, ma a partire dal '68 cerchiamo le modalità per affrontare questioni come quella della donna o della politica e coniugarle con i tempi oggi. Tematiche che non sono facili da affrontare in questo territorio.”
“All'Amministrazione la proposta è piaciuta moltissimo, al punto che abbiamo deciso di non attuare altre iniziative accavallate nel periodo - rimarca l'assessore alla Cultura Marta Orlando Favaro -. Educazione e divieti, consumismo, questione femminile: sono tutti temi ancora in divenire e oggi più che attuali.”
A Cassola l'anno del Signore 1968 sarà dunque oggetto di una rivisitazione critica, filtrata con gli occhi dell'attualità odierna, su iniziativa del clero: sarà raccontato come una parabola, ma non sarà messo sugli altari.