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martedì 6 giugno 2017

Giulio Michelini Da Pasqua a Pentecoste.


👉I cinquanta giorni per accogliere la Parola di Dio, lavorare sul proprio carattere e ricevere il dono dello Spirito. Una introduzione alla festa di Shavuot nella tradizione giudaica e in quella cristiana (Giulio Michelini ofm)


MAGGIO 30, 2017

Il periodo di tempo che separa la Pasqua dalla Pentecoste nella tradizione giudaica era già inteso dall’antichità come una lunga preparazione, di cinquanta giorni o sette settimane, per poter commemorare il dono della Legge (come diremo meglio più avanti). In questo tempo si faceva il conteggio dei giorni dell’omer (una misura di grano di circa 2 litri), ovvero dell’offerta d’orzo che doveva essere ripetuta tutti i giorni fino a Pentecoste, ma in realtà ci si preparava a ricevere di nuovo le parole di Dio, date a Mosè sul Sinai, e poi date ad ogni credente che vuole ascoltarle e metterle in pratica.

Sarà nella mistica ebraica, nella lettura cabalistica, che il periodo tra Pasqua e Pentecoste diventerà un vero e proprio percorso di accrescimento spirituale e di liberazione, dove ognuno dei 49 giorni corrisponde a una caratteristica della personalità sulla quale lavorare e che può essere migliorata; l’ultimo giorno, il cinquantesimo, non si può fare più nulla, perché è Dio, con la sua grazia, che agisce e compie l’opera.

Sempre secondo una tradizione giudaica, siccome a Pentecoste – come vedremo – è stata donata la Legge, allora in questo cammino di 49 giorni, e precisamente ogni giorno, si deve rileggere e studiare la Torah, perché possa essere di nuovo accolta: essa, infatti, si può ricevere e imparare solo dopo aver acquisito 48 “qualità”, come è detto in un passo della più famosa raccolta di detti rabbinici, l’Etica dei Padri: «La Torah è ancora più grande del sacerdozio, e della regalità, perché la regalità si acquista con trenta prerogative, mentre il sacerdozio con ventiquattro doni [ci si riferisce a testi quali 1Sam 8,11ss. per la regalità, e Lv 21 e Nm 18 per il sacerdozio]. La Torah invece si riceve per mezzo di 48 qualità» (Pirkei Avot 6,6).

In questo breve saggio, tratto da un nostro volume pubblicato nel 2009, vediamo anzitutto il carattere giudaico di Pentecoste, e poi quello cristiano.

Giulio Michelini ofm

Tratto e rielaborato da G. Michelini, «Tra Israele e i pagani, tra il Sinai e il Sion», in G. Michelini – G. Gillini – M. Zattoni, Rut. La straniera coraggiosa, San Paolo 2009, 76-97.

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