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mercoledì 29 marzo 2017

A. Mainardi Teilhard de Chardin e il pensiero russo






Ascesi e spiritualizzazione.
Teilhard de Chardin e il pensiero russo

Intervento al Convegno dell’Associazione Italiana Teilhard de Chardin “Spiritualità, ascesi, mistica nell’orizzonte teilhardiano”, Monastero di Bose, 14-16 aprile 2016.

La riflessione che desidero proporre ,su sollecitazione dell’Associazione italiana Teilhard de Chardin, vorrebbe essere un approfondimento di alcune corrispondenze fra la ricerca intellettuale dello scienziato e teologo gesuita e la spiritualità ortodossa, attraverso il prisma della filosofia religiosa russa.
L’orizzonte più ampio delle considerazioni che seguono è costituito dal binomio di “Ascesi e spiritualizzazione”, tema del convegno che ci vede impegnati qui a Bose; vorrei mostrare come questi due termini delineino una convergenza fra la visione del mondo di Teilhard e alcuni pensatori religiosi russi, che furono non solo filosofi o teologi ma anche scienziati. La nostra conversazione prende spunto dalla lettera che il 21 settembre del 1929 Pavel Florenskij indirizza al celebre geologo e naturalista Vladimir Vernadskij (1863-1945):

“Da molto tempo desideravo esprimervi la mia gioia riguardo ai vostri ultimi lavori di geochimica e in particolare sulla concezione della biosfera. Tuttavia non mi è stato possibile farlo di persona e per questo permettetemi di esprimervi tutta la mia riconoscenza per iscritto in queste righe. Il corso generale dei vostri pensieri non è stato una novità per me, e mi sembra che non possa essere una novità per nessuno che abbia riflettuto sui fondamenti e i metodi della scienza del cosmo e che tenga conto del corso storico delle nostre conoscenze. In questo sta il vostro merito più alto. […]
Nella storia della coscienza collettiva si deve considerare un evento di enorme importanza che il fenomeno della vita sia il fatto a noi più vicino e incontestabile. Voi e la vostra scuola l’avete reso oggetto di particolare attenzione e studio anche come categoria cosmica. In particolare, mi sembra estremamente ricca di conseguenze l’ipotesi da voi formulata sull’imprescindibilità dalla vita di quella materia che è coinvolta nel ciclo della vita (o forse, più precisamente, ne fa parte) ”