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giovedì 1 dicembre 2016

Sabino Chialà Perdono e speranza


Questa meditazione sul perdono e sulla speranza conduce a una visione più estesa del tempo: se il perdono non è solo perdonare ciò che è stato ma liberazione e slancio verso un nuovo orizzonte, la speranza non è illusione nel futuro ma sguardo radicato nel presente e proteso in avanti. Richiamando i detti degli antichi Padri della Chiesa, l'Antico e il Nuovo Testamento e il pensiero filosofico greco, medievale e moderno (Aristotele, Agostino, Spinoza), questi concetti sono presentati nel loro valore non solo cristiano ma universale. Il tempo presente, rinviando al passato e al futuro, appare così risanato nei modi della responsabilità, della memoria e dell'attesa.


Alcuni estratti:
(...) Nel presente perdoniamo perché il nostro presente sperimenti la leggerezza di un passato perdonato; e nel presente speriamo, perché esso possa respirare l’esteso spazio di un futuro aperto verso un orizzonte portatore di promessa. Per questo, è dal presente che, ogni volta, cominceremo il nostro cammino di rilettura di perdono e speranza, seguendo anche l’invito di un celebre passo di Agostino..
(...) Il nostro presente ha dunque bisogno di riconciliazione; abbiamo bisogno di riscattare il passato e sperare in un futuro nuovo, più armonioso. Una parola chiave del lessico cristiano, come sappiamo bene, è conversione, che descrive un movimento solitamente immaginato come rivolto al futuro: un impegno a cambiare la nostra mente, il nostro sguardo e i nostri comportamenti, per il tempo che ci resta da vivere. Ma questa non è l’unica direzione verso cui è necessario orientare la conversione alla quale siamo chiamati. Essa deve rivolgersi in primo luogo verso il passato, perché anche lì abbiamo qualcosa da «convertire»; e pian piano comprendiamo che solo iniziando da lì sarà possibile convertire anche il nostro futuro.
(...) Fin dalle prime attestazioni del pensiero umano, è possibile notare come la speranza sia stata un orizzonte meditato, conoscendo un’evoluzione rilevante e anche diversificata, forse a motivo di quella sua supposta quanto ingiustificata «inconsistenza» e proiezione nel futuro. In realtà, come il perdono non investe solo il passato, così neppure la speranza è riducibile alla sola sfera del futuro.

Indice
introduzione pag.5
Parte prima
Il perdono
i. la fatica del perdonare pag.15
1. Dono e gratuità, 16
2. L’esigenza della giustizia, 17
3. Una rinascita possibile, 20
4. Esperienza di morte e morte fisica, 22
ii. la dinamica del perdono. Lasciarsi perdonare e perdonare 25
1. Riconoscere il perdono di Dio, 25 -
2. Lasciarsi perdonare e perdonare se stessi, 29 -
3. Perdonare l’altro, 31
iii. l’esito del perdono 35
1. Liberazione dal rancore, 35
2. Franchezza nella preghiera, 37
Parte seconda
La speranza
iv. nel presente: l’audacia del quotidiano 53
1. Il rischio dell’evasione, 53 -
2. Lievito e sapore della vita quotidiana, 55
3. Necessità dell’audacia, 58
v. nel passato: la memoria di una promessa 61
1. Non è ottimismo, 62
2. Promessa già in parte esperita, 63
3. Necessità della memoria, 64
vi. nel futuro: l’attesa del compimento 67
1. Non è illusione anestetizzante, 67
2. Attesa del Veniente e profezia, 68
3. Necessità della perseveranza, 71
bibliografia minima 75