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sabato 31 dicembre 2016

“Ebrei e cristiani: l’alterità come dono e compito”


Un lavoro assiduo ma svolto quasi nell’ombra, destinato soprattutto a studenti e circoli di amici, è quello che Pietro Lombardini (1941-2007) ha svolto per decenni, come docente di studi biblici e di teologia fondamentale, accostandosi con interesse sempre più sistematico al mondo ebraico antico e odierno. Matura così in lui la convinzione che il rapporto con il popolo di Israele è per i cristiani assolutamente imprescindibile: «La giustizia resa al popolo ebraico non è soltanto un imperativo della verità ma anche il segno che i popoli cristiani sono capaci di accogliere coloro che rimangono estranei a essa», scrive in un intervento del 1993; e aggiunge: «Nella misura in cui non sono riusciti ad accogliere l’altro, che è Israele, [i popoli cristiani] non hanno saputo nemmeno accogliere gli “altri”» (cf. P. Lombardini, Cuore di Dio cuore dell’uomo. Letture bibliche su sentimenti e passioni nelle Scritture ebraiche, EDB, Bologna 2011, 14).
Poco incline alla pubblicazione, prediligendo la relazione viva con gli uditori, Lombardini ha consegnato la sua riflessione soprattutto nei corsi, nelle lezioni e cicli di conferenze. La morte interrompe il suo percorso didattico e di ricerca nel 2007, ma spinge in allievi e amici a custodirne la memoria e portare avanti le sue linee di riflessione. Nel corso degli anni escono postumi alcuni suoi testi (da ultimo: Osea, a c. di F. Manini, EDB, Bologna 2016) e si costituisce – nella primavera del 2016 – la «Fondazione P. Lombardini per gli studi ebraico-cristiani», con la duplice finalità di custodire e divulgare il lavoro di ricerca e riflessione di Lombardini, e di favorire lo studio e la conoscenza delle tematiche di suo interesse, in particolare l’approfondimento della tradizione ebraica e del suo rapporto con il mondo cristiano.

Di tutto questo si è parlato nell’incontro pubblico su «Ebrei e cristiani: l’alterità come dono e compito», che si è tenuto sabato 29 ottobre 2016, alle 18.30 nel Teatro comunale «F. Tagliavini» di Novellara (RE), paese natale di Lombardini, con interventi di Paolo Ricca, docente emerito alla Facoltà Valdese di teologia di Roma, e di Bruno Segre, saggista e scrittore, presidente dell’Associazione italiana Amici di Nevé Shalom /Wahat al-Salam. Ha moderato Brunetto Salvarani.