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martedì 8 novembre 2016

Cinema e Spiritualità: Ordet di Carl Theodor Dreyer


 "Cinema e Spiritualità" 
"Lo scopo dell'arte consiste ... nell'arare e nel rendere soffice l'anima [dell'uomo] in modo che sia atta a rivolgersi al bene" (A.Tarkovskij)

Questo mese viene recensito il film "Ordet - La Parola (Ordet) " di Carl Theodor Dreyer  (Copenaghen, 3 febbraio 1889 – Copenaghen, 20 marzo 1968).


Sono molto pochi nel cinema i film d’autore capaci di far vivere allo spettatore due ore di spiritualità profonda. Uno di questi è Ordet, acclamato come capolavoro dalla critica, in particolare dagli autori dei “ Chaiers du cinéma”.
Il film viene girato nell’estate-autunno del 1954. La prima a Copenaghen il 10 gennaio 1955 è accolta favorevolmente dalla critica e dal pubblico danese . Il 26 agosto dello stesso anno Ordet é proiettato alla Mostra del cinema di Venezia, dove Dreyer riceve il leone d’oro alla carriera. Giudizi molto positivi sull’opera sono espressi dai critici francesi.
 


Leggi la recensione completa di Simonetta Salvestroni


Simonetta Salvestroni insegna Storia e Critica del Cinema presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari. Da molti anni si occupa dei linguaggi dell’arte. A partire dal 1979 ha lavorato col semiologo russo Jurij Lotman. Ha curato, tradotto e introdotto i volumi Testo e contesto (Laterza 1980) e La semiosfera (Marsilio 1985) e ha scritto numerosi articoli su Lotman, Bachtin, la semiotica russa sulle riviste «Strumenti critici», «Intersezioni», «Alfabeta». Ha pubblicato nel 2000 il volume Dostoevskij e la Bibbia (Qiqajon), che è uscito anche in russo e nel 2004 in francese. Nel 2005 ha pubblicato il libro Il cinema di Tarkovskij e la tradizione russa (Qiqajon) e nel 2007 la sua traduzione russa, Il cinema di Dreyer e la spiritualità del Nord-Europa” ( Marsilio, Venezia 2011) e “Il cinema di Werner Herzog e la Germania (Archetipo libri, Bologna 2013).