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mercoledì 23 novembre 2016

Adalberto Mainardi La parola risuscitata




Nell’ambito del ciclo di letture bibliche su Bibbia e letteratura, l’Associazione “Biblioteca Salita dei Frati” ha il piacere di presentare giovedì 17 novembre 2016 alle ore 20.30 la conferenza di Adalberto Mainardi sul tema La parola risuscitata. Il processo a Jeshua Ha-Nozri nel Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Introduce Fernando Lepori

Questo video fa parte della playlist "Monaci di Bose"

Il tema
“Un romanzo? E su che?”
“Un romanzo su Ponzio Pilato” […]
“Di questi tempi? È strabiliante! Non avrebbe potuto trovare un altro argomento? Me lo faccia vedere” […]
“Purtroppo non posso”, rispose il Maestro “perché l’ho bruciato nella stufa”.
“Scusi non ci credo”, replicò Woland. “Non è possibile: i manoscritti non bruciano”.

Il paradossale dialogo tra Woland (uno dei nomi di Mefistofele nel Faust goethiano) e l’eroe de Il Maestro e Margherita, il capolavoro di Michail Bulgakov (1891-1940), delinea la metafora fondamentale attorno a cui è costruito il romanzo: la parola autenticamente poetica, come l’amore, brucia di una fiamma più forte della morte.
Scritto mentre all’autore era proibito pubblicare, l’ultimo libro di Bulgakov, uscito postumo nel 1967, è al tempo stesso un’impietosa satira del sistema staliniano e una sorprendente ricomparsa dell’epopea faustiana in pieno XX secolo, “un miracolo che ciascuno deve salutare con commozione” (E. Montale).
Nella struttura a incastro dell’opera, la vicenda di Pilato (ossessionato dalla parte avuta nella condanna di Jeshua Ha-Nozri) è il romanzo nel romanzo che fornisce la chiave alla storia surreale di Satana apparso nella Mosca degli anni ’20, per smascherare doppiezze, finzioni, ipocrisie, ma anche per ricongiungere misteriosamente Margherita e il suo Maestro-Faust.
Teatralità e poesia, tragedia e commedia, si armonizzano attorno a una riscrittura fantastica dei Vangeli della passione, che sembra seguire le tracce di un apocrifo perduto, rendendo indicibilmente viva nel lettore la nostalgia di verità e luce, di giustizia e pace.

“Ho detto fra l’altro”, raccontava l’accusato, “che ogni potere è una violenza contro gli uomini e che verrà il tempo in cui non ci saranno più né il potere di Cesare né altri poteri. L’uomo si trasferirà nel regno della verità e della giustizia, dove non sarà necessario nessun potere” […] “E verrà il regno della verità?”. “Verrà, egemone”, rispose convinto Jeshua.

Il relatore

Adalberto Mainardi, monaco di Bose, è membro del comitato scientifico dei Convegni ecumenici internazionali di spiritualità ortodossa del Monastero di Bose, di cui cura l’edizione degli Atti. Si occupa di storia della Chiesa russa, di spiritualità ortodossa e di ecumenismo, e ha pubblicato numerosi articoli in Italia e all’estero.
Ha collaborato alla Bibliotheca sanctorum orientalium (Città Nuova), al Lessico della contemporaneità (Treccani) e curato l’edizione italiana di alcuni classici della spiritualità russa, tra cui i Racconti di un pellegrino russo (Qiqajon 2010 2 ). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Ermeneutica e studi biblici nell’ortodossia contemporanea, in Ermeneutica dei testi sacri. Dialogo tra confessioni cristiane e altre religioni, a cura di S. Mele, Bologna 2016 (pp. 165-196); Insieme verso l’unità. L’esperienza monastica e il cammino ecumenico (Qiqajon 2014); Spiritualités en dialogue (Paris 2014), e la curatela del volume Misericordia e perdono (Qiqajon 2016).