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mercoledì 12 ottobre 2016

Bauman Giaccardi Magatti Il destino della libertà


Zygmunt Bauman – Chiara Giaccardi – Mauro Magatti
IL DESTINO DELLA LIBERTA'
Quale società dopo la crisi economica?

a cura di Andrea Possieri
Città Nuova, Roma, 2016

Cosa significa essere liberi?
Una domanda imprescindibile oggi.
DAL 13 OTTOBRE, IN LIBRERIA

L’anelito di libertà ha attraversato tutta la storia dell’umanità, dando vita a movimenti politici, ordinamenti giuridici e sistemi economici, modificando tradizioni e costumi; generando simboli e identità culturali.

E oggi la società occidentale è autenticamente libera?

Partendo da tale interrogativo, uno dei più importanti intellettuali odierni, Zygmunt Bauman, il teorico della società liquida, e i sociologi Mauro Magatti e Chiara Giaccardi riflettono sull’esito paradossale che ha avuto il poderoso sviluppo economico degli ultimi 40 anni. Il progresso ha aumentato le potenzialità di scelta dell’uomo, ma lo ha ingabbiato in una concezione radicalmente individualista dell’esistenza umana, prigioniero del consumismo, degli apparati tecno-economici e della volontà di affermare se stesso.

Cosa significa, dunque, essere liberi? Una domanda imprescindibile oggi. Perché, in fondo, come ha scritto Bauman “la libertà è il nostro destino: una sorte che non può essere ignorata e non ci abbandona mai”.

Maggiori informazioni sul sito Il destino della libertà

GLI AUTORI

Zygmunt Baumann, Brillante analista dei fenomeni sociali contemporanei, ha insegnato presso l’Università di Varsavia, di Tel Aviv e di Leeds ed è considerato uno dei massimi sociologi viventi.

Chiara Giaccardi, sociologa, è docente di Sociologia dei processi culturali presso l’Università Cattolica di Milano, dove insegna Sociologia e Antropologia dei Media e dirige la rivista Comunicazioni Sociali.

Mauro Magatti sociologo ed economista, è docente presso l’Università Cattolica di Milano, dove insegna Sociologia generale. Dal 2006 al 2012 è stato Preside della Facoltà di Sociologia.


Il libro
Alcuni estratti
Bauman: Interrogarsi sul destino della libertà rappresenta una delle più grandi sfide del mondo contemporaneo. Che cos’è la libertà? Qual è l’uso che ne facciamo? E soprattutto: a cosa serve? Contribuirà a salvare la società odierna oppure concorrerà a deteriorare l’umanità? Quest’ultima è una domanda cruciale: nella libertà, infatti, sono contemplate entrambe le possibilità.
(...) Nella società odierna, mi sembra di poter rilevare che ci sono alcuni elementi della libertà umana che sono quanto meno in discussione se non addirittura in pericolo. Le capacità di scelta che sono nella disponibilità degli uomini si stanno, infatti, progressivamente restringendo; la responsabilità decisionale, inoltre, viene negata a molte persone; e la speranza, infine, per molti giovani, di poter realizzare e mettere in pratica ciò che è stato insegnato loro dalla scuola, dalla famiglia e dalla società sembra venir meno.
(...) La società attuale, infatti, sta lentamente e costantemente diventando una società oligarchica in cui la classe politica – sempre più autoreferenziale – invece di farsi carico dei problemi della società e di interessarsi di coloro che hanno più bisogno di aiuto e di assistenza, continua a garantire la possibilità che la ricchezza si accumuli nelle mani di poche persone. E questo non solo è da condannare a livello morale ed etico, ma è anche pericoloso per i valori della democrazia e della meritocrazia.
(...) I generativi invece, quelli descritti da Giaccardi e Magatti, non fanno questa distinzione, ma sono tutti, allo stesso tempo, autori e attori del lavoro umano, di quella particolare capacità della specie umana che ci differenza da tutto il resto della creazione.

Giaccardi-Magatti: L’individualismo assoluto, anziché farsi culla della libertà, è diventato in realtà la condizione di un controllo più capillare, di una più facile eterodirezione che non incontra più gli ostacoli della comunità, di altri luoghi di elaborazione di significati.
(...) Anziché pensare la rete solo come il luogo di virtualizzazione delle esistenze di milioni di individui, di perdita del saper fare e del saper vivere, di indebolimento dei legami comunitari, possiamo forse immaginarla come un’occasione di rilocalizzazione di territori «contributivi», sciolti dalle risorgenti tentazioni del localismo, in virtù delle nuove possibili riarticolazioni tra locale e globale, situato e delocalizzato, individuale e collettivo.
(...) A noi sembra che il mondo occidentale, non solo dal punto di vista economico, ma anche per ciò che riguarda lo stato di salute della democrazia e della sua dimensione culturale, si trovi in una fase di grande stagnazione. L’Occidente libero, infatti, sembra incapace di pensare e di immaginare il proprio futuro. 
(...) Ripensare il welfare in modo generativo significa invece rimettere al centro dell’attenzione i legami sociali, potenziando quelli già esistenti e favorendo la nascita di nuovi. Occorre lavorare, cioè, per sviluppare forme di welfare di comunità che faccia leva su una socialità diffusa.

Indice
Introduzione (di Andrea Possieri)
1. La libertà come destino?
2. The American way of life: l’ascesa di un impero con i contorni di un emporio
3. Crisi economica e nuovi immaginari culturali
Il destino della libertà (di Zygmunt Bauman)
1. Solidarietà o competizione
2. L’eclissi del capitalismo?
La libertà generativa (di Chiara Giaccardi - Mauro Magatti)
1. La libertà nell’era del capitalismo
2. Il plurale della libertà: dall’io al noi
3. La rete tra nuovo controllo e «sé contestuale»
4. Possibili economie della contribuzione
5. Verso una società generativa
Due domande a Zygmunt Bauman


Per approfondire: