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lunedì 6 giugno 2016

Brunetto Salvarani La doppia fedeltà di Italo Mancini


Uomini e Profeti 
Puntata del 4 giugno 2016 - Storie. 
"La doppia fedeltà di Italo Mancini"
Brunetto Salvarani dialoga
con Paolo De Benedetti, Piergiorgio Grassi, Mariangela Petricola.


Sabato 4 giugno 2016 - Storie. "La doppia fedeltà di Italo Mancini" con Paolo De Benedetti, Piergiorgio Grassi, Mariangela Petricola

Italo Mancini (1925 - 1993) è stato probabilmente il più creativo pensatore religioso italiano della seconda metà del Novecento, avendo spaziato dalla filosofia alla teologia, dalla metafisica alla politica; esplorando ideologie e utopie, ma anche l’arte, la poesia, l’invocazione. A lui si deve l’introduzione in Italia della teologia dialettica, e in particolare del pensiero di Dietrich Bonhoeffer. Nel corso di una lunga carriera accademica ha percorso le strade del pensiero moderno, ricoprendo le cattedre di Filosofia della religione, Storia del cristianesimo, Filosofia del diritto. Nel 1978 diede inizio a Urbino all'attività dell'Istituto superiore di scienze religiose da lui definito centro di ricerca, documentazione, analisi e riflessione sul fatto religioso, con la finalità di riportare la teologia e le scienze delle religioni nell'Università pubblica italiana. Nella sua opera ha cercato di delineare il volto di un cristianesimo radicale e perciò paradossale, diverso dal sentire comune e dunque capace di ripresentare l'inaudito e lo straordinario. Ma chi è stato davvero Italo Mancini, e cosa ha rappresentato nella riflessione postconciliare? Quanto è rimasto, del suo magistero, e cosa sarebbe importante recuperare, in un tempo incapace di memoria? Di questo rifletteremo con Paolo De Benedetti, già docente di Antico Testamento all’Istituto di scienze religiose di Urbino, Piergiorgio Grassi, già professore ordinario di Filosofia delle religioni presso l’Università di Urbino, e Mariangela Petricola, docente di Teologia fondamentale all’Istituto teologico di Anagni.



Ascolta anche Brunetto Salvarani con Vito Mancuso a Budrio il 10 marzo 2016.