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martedì 8 marzo 2016

Cinema e Spiritualità: La Germania di Werner Herzog


 "Cinema e Spiritualità" 
"Lo scopo dell'arte consiste ... nell'arare e nel rendere soffice l'anima [dell'uomo] in modo che sia atta a rivolgersi al bene" (A.Tarkovskij)

Questo mese viene recensita l'opera di un grande regista: Werner Herzog (Monaco di Baviera, 5 settembre 1942).


" Vorrei ricordare un regista non ebreo, nato nel 1942 in una Germania da lui amata per la sua cultura, la sua musica, la sua bellezza ma, allo stesso tempo, causa di vergogna e di disagio esistenziale per i crimini che sono stati compiuti dai connazionali. La sofferenza ha aiutato Werner Herzog a cercare, a vedere con altri occhi, a sviluppare i suoi doni artistici." 

Leggi la recensione completa di Simonetta Salvestroni

Simonetta Salvestroni insegna Storia e Critica del Cinema presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Cagliari. Da molti anni si occupa dei linguaggi dell’arte. A partire dal 1979 ha lavorato col semiologo russo Jurij Lotman. Ha curato, tradotto e introdotto i volumi Testo e contesto (Laterza 1980) e La semiosfera (Marsilio 1985) e ha scritto numerosi articoli su Lotman, Bachtin, la semiotica russa sulle riviste «Strumenti critici», «Intersezioni», «Alfabeta». Ha pubblicato nel 2000 il volume Dostoevskij e la Bibbia (Qiqajon), che è uscito anche in russo e nel 2004 in francese. Nel 2005 ha pubblicato il libro Il cinema di Tarkovskij e la tradizione russa (Qiqajon) e nel 2007 la sua traduzione russa, Il cinema di Dreyer e la spiritualità del Nord-Europa” ( Marsilio, Venezia 2011) e “Il cinema di Werner Herzog e la Germania (Archetipo libri, Bologna 2013).