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lunedì 1 febbraio 2016

Rosanna Virgili Misericordia Gioco di squadra


Martedì 19 gennaio 2016
Kairos news n°3, anno 2016
Settimanale della Arcidiocesi di Capua

Tutto il presbiterio della Diocesi di Capua, ha avuto la possibilità di vivere un’occasione di grazia. Non una ricetta bella e pronta per annunciare la Misericordia ma un’occasione di confronto e di riflessione, promossa dall’Arcivescovo di Capua, Sua Eccellenza monsignor Salvatore Visco, per la formazione permanente del Clero.
Oggetto di riflessione: “Il Vangelo della Misericordia”. Relatrice la biblista Rosanna Virgili. La dottoressa Rosanna Virgili, laureata in filosofia all’Università di Urbino e in Teologia alla Pontificia Università Lateranense, licenziata in Scienze Bibliche al Pontificio Istituto Biblico di Roma, ha offerto ai partecipanti una preziosa catechesi sulla Misericordia secondo una prospettiva biblica. Prendendo spunto da una rilettura dell’Esodo che ci rivela un Mosè supplice, scaltro, ostetrico, come lei stesso lo definisce, che per salvare il popolo d’Israele, macchiatosi di idolatria, riesce ad intenerire il cuore di Dio carpendogli la misericordia, la Virgili si è soffermata sull’etimologia del termine stesso che si trova alla confluenza di due correnti di pensiero ¨compassione e fedeltà”. Dio fedele e compassionevole che interpella il nostro cuore e la nostra mente in questo tempo della storia, tempo di Misericordia.
A conclusione della brillante relazione abbiamo approfittato della disponibilità della professoressa per rivolgerle alcune domande a cui lei ha risposto con cordiale competenza e professionalità.
Siamo a pochi giorni dall’apertura dell’anno giubilare e più volte Papa Francesco ci ammonisce: “Ora è il tempo della Misericordia”. Misericordia urget, oserei dire. Poco anzi lei nella sua relazione rivolgendosi ai sacerdoti diceva:” Per vivere e annunciare la Misericordia è necessario un gioco di squadra”. Come la Chiesa può concretamente lanciarsi in questo gioco?
Quando il Papa in maniera precisa afferma: “Questo è il tempo della Misericordia “riprende una positività tipicamente divina nella Bibbia. Il tempo della Misericordia è il tempo in cui Dio ascolta, guarda, vede, veglia e si prende cura della fragilità umana. Il tempo della Misericordia è ogni giorno, ogni momento in cui l’uomo grida a Dio. Un orecchio sensibile celebra ogni giorno il tempo della misericordia purché abbia un cuore aperto e generoso.
La Chiesa può vivere un gioco di squadra?
Direi due cose: è indispensabile che la Chiesa conduca, anzi impari a condurre un gioco di squadra perché nessuna vocazione all’interno della Chiesa può essere feconda se non ha comunione alle spalle. Questa è una realtà. Ci sono tante vocazioni all’interno della Chiesa, tanti carismi ma uno solo è lo Spirito, ma soprattutto ogni carisma deve essere speso all’interno di una Koinonia, di un corpo comune, per cui la Chiesa stessa necessita di un gioco di squadra, poiché il sacerdote ha bisogno del laico, il laico del consacrato, il consacrato della consacrata, l’uomo della donna, i bambini degli anziani.
Solo quando la Chiesa diventa una vera famiglia si vede il volto di Dio e quindi il ventre di Dio che genera Misericordia, balsamo per l’umanità intera.
Fecondità di Dio, fecondità di Israele. Misericordia di Dio verso gli uomini e Misericordia dell’uomo verso il prossimo. Altro importante passaggio del suo intervento nel quale si coglie la necessità di una relazione con Dio. Come realizzare questa relazione?
Il primo grande uditore nella Bibbia è Dio, è Dio che ascolta il grido di un popolo schiavo e per questo è chiamato giusto perché Dio è solidale, perché il Dio della Bibbia ama l’umanità e si mette in ascolto del suo grido. Ascoltare è porsi in relazione e richiede una corrispondenza; la corrispondenza all’ascolto della Parola di Dio è l’ascolto dell’uomo, lo Shemà è alla base di ogni precetto nella Torah. Shemà Israele! Ascolta Israele! Dio può chiedere al suo popolo di mettersi in ascolto perché di fatto Lui è stato il primo ad ascoltare i bisogni dell’umanità. Le parole che Dio dà all’uomo sono il “Bene” per l’uomo e quindi l’ascolto è il verbo che meglio declina la realtà di questa Chiesa. E'necessario che si realizzi nella Chiesa un gioco amoroso che non avviene tra un singolo e un altro singolo ma tra una Trinità d’Amore e una comunità d’amore. Dio non si lega ad un solo uomo ma a tutto un popolo per cui la salvezza non è per uno o per pochi ma per tutta l’umanità.
La parola misericordia, oggi, purtroppo per noi, spesso risulta svuotata del suo significato più autentico. Spesso la si considera come espressione di un’indulgenza a buon mercato. Lei restando fedele alle parole della Scrittura ci ha presentato un Dio ricco di misericordia: il suo apparire è un continuo crescendo nella storia dell’uomo che sfocia nella prova suprema della morte in croce di Suo Figlio Gesù Cristo. Allora non un Dio lontano, ma un Dio partecipe, emotivo”, che si lascia corrompere da Mosè , diverso da quello a cui in passato comunemente eravamo abituati a pensare.
In Dio misericordioso, lento all’ira, benevolo, paziente sono conciliabili Misericordia e Giustizia?
Nella tradizione della nostra Chiesa è passato un Dio lontano perché c’è stato un allontanamento della Scrittura in quanto purtroppo la Bibbia nella sua complessità che, per ovvie ragioni che non sto qui ad elencare, è stato un libro che per un certo tempo non vicino all’uomo e alcuni testi biblici sono stati utilizzati per fare da supporto ad alcune dottrine, quali la dogmatica, la morale. Il Dio della Dottrina, della Dogmatica, della Morale, spesso appare come
un Dio lontano, assoluto, oserei dire un Dio definibile nel senso fatto di definizioni più che un Dio di relazione. Invece il Dio della Bibbia è un Dio di relazioni, un Dio plastico, un Dio che cambia idea, un Dio che in senso positivo si lascia corrompere da Mosè ma poi da Amos e dai profeti ed ancora più volte da tanti altri credenti presenti nella Bibbia.
Un Dio padre, madre, fratello, sorella. Vorrei tanto che la Parola di Dio fosse riscoperta sempre più.
Per quanto riguarda giustizia e misericordia nella Bibbia la misericordia è l’ultimo atto della giustizia, perché è anche fedeltà. Dio è giusto e con la sua giustizia vuole dare la vita ad un popolo che vive nella morte ma perché questo accada è necessario il concorso del popolo, è necessario che il popolo d’Israele sia fedele a questo patto, perché la vita nasce da un patto, a un’alleanza, da un amore fedele. Ma l’uomo è vulnerabile, fragile, libero. Dio conosce bene la natura dell’uomo e allora la Misericordia di Dio è l’arte di ricominciare quando giustizia non è stata fatta, quando l’uomo ha fatto male a se stesso infrangendo l’armonia della vita. La misericordia di Dio dice la fede rinnovata di Dio verso il Suo patto.
Che importanza ha avuto nel suo cuore di donna, di moglie, di madre la Misericordia?
Mi viene in mente la figura di mio padre, da adolescente era davvero molto caparbia e mio padre con me è sempre stato molto paziente, molto pedagogo, mi ha sempre trattata come Dio tratta il suo popolo, in modo sapienziale. Per me la misericordia è pedagogia, misericordia è il metodo di Dio. Quando il popolo d’Israele ha commesso i suoi più grandi abomini Dio è stato misericordioso e per quanto rosso scarlatto fossero stati i suoi peccati la Misericordia di Dio ha sovrabbondato. Dio è Papà che non censura ma che si mette a tavolino e discute con me, allora la misericordia è una scuola e nello stesso tempo un atto di grazia che sempre perdona. Oggi nella mia vita vivo la misericordia come un mordere la pietra, come un
mordere la durezza del cuore per far da esso scaturire lacrime di benedizione.

“Grazie” dottoressa Virgili per la sua sapienza, grazie per la sua apertura mentale, grazie per le sue parole di vita vera, grazie per la sua capacità di aprirsi all’altro, grazie per averci ricordato che per l’umanità intera segnata dal peccato c’è un barlume di speranza: la Misericordia di Dio, misericordia che crea e che rinnova, ultima parola sul male dell’uomo e della storia, della nostra storia personale e comunitaria.