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venerdì 29 gennaio 2016

Roberto Mancini La Misericordia, virtù civile e laica






Si è tenuto sabato 16 gennaio 2016, nella Cattedrale di Crema il secondo dei quattro incontri programmati dal Centro Diocesano di Spiritualità per approfondire il tema della "Misericordia" nell'anno del Giubileo dedicato a questa virtù. L'invito del vescovo, monsignore Oscar Cantoni, presentando questa serie di incontri, era stato di approfondire quattro aspetti diversi della Misericordia: "la misericordia e la forza della mitezza, la misericordia come virtù civile e laica, la misericordia e le nostre paure, la misericordia e il potere. Sono occasioni - diceva il Vescovo - per metterci in ascolto del Vangelo e poi per confrontarci nelle piazze e nei luoghi della convivenza, sui mezzi di comunicazione e i social network, nelle parrocchie, per costruire nuove relazioni personali e un nuovo umanesimo”.

La relazione del professor Mancini
È toccato al professor Roberto Mancini dell'Università di Macerata trattare il tema della misericordia "come virtu' civile e laica". Professore di Filosofia teoretica, Mancini sostiene una posizione precisa: "Dobbiamo uscire dalla crisi attuale che attanaglia il mondo, da questa depressione generalizzata che ci chiede di sacrificarci per il mercato mentre invece dovremmo riappropriarci della felicità attraverso il riconoscimento della dignità delle persone, e la capacità di vedere la loro sofferenza: in questo sta la realizzazione della Misericordia evangelica."

Un nuovo umanesimo
"Serve un nuovo umanesimo, perché in realtà quello che stiamo vivendo non e' una crisi, ma un fallimento. Serve un nuovo concetto di democrazia che non sia l'esercizio della furbizia delle diverse oligarchie, né la volontà di prevaricazione di una società su un'altra o di un popolo su un altro, ma sia il servizio a tutta l'umanità come cura del bene comune. La politica, l'educazione, l'economia, I'impegno sociale devono essere esercitati in modo generoso, gratuito, paziente che sono i tratti specifici della misericordia che sa stare anche nel conflitto, se necessario, ma avendo sempre come obiettivo il rispetto e il dialogo con tutti. Non bisogna ridurre la democrazia all'idea del governo della maggioranza o a una procedura elettorale; si tratta invece di concepire la democrazia come un atteggiamento rivolto all'umanità intera e come servizio al bene comune. Bisogna ricostituire una società dell'accoglienza, dove nessuno si debba vergognare per quello che è o per quello che non ha". Una esposizione brillante nella forma e importante nei contenuti che meriterebbe di essere riletta specie da chi si impegna nel sociale e dell'amministrazione pubblica.