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mercoledì 9 dicembre 2015

Adalberto Mainardi Resurrezione di Tolstoj e il Discorso della Montagna




Nell’ambito del ciclo di letture bibliche su Bibbia e letteratura, l’Associazione “Biblioteca Salita dei Frati” giovedì 26 novembre 2015 alle ore 20.30 organizza una conferenza con Adalberto Mainardi, monaco di Bose, sul tema Resurrezione di L.N. Tolstoj e il Discorso della montagna (Mt. 5).
Introduce Fernando Lepori.


Il tema
L’ultimo grande romanzo di Lev Tolstoj, Resurrezione (1889-1899), apparso dopo una lunga crisi esistenziale e creativa, ripresenta con forza l’idea che la pratica dei comandamenti evangelici sia il nocciolo del cristianesimo, spogliato di ogni costruzione dogmatica. La vicenda del protagonista, il principe Nechljudov, che si trova per caso a giudicare in tribunale la donna di cui egli stesso aveva causato molti anni prima la rovina, si trasforma nella parabola di una radicale rigenerazione morale (la “resurrezione” del titolo). La storia, suggerita da un fatto di cronaca, si arricchisce di echi autobiografici, e offre l’occasione per una sferzante critica dell’ipocrisia ecclesiastica, della commistione tra potere e religione. L’aperto rifiuto dei dogmi ― che avrebbe portato alla scomunica dello scrittore nel 1901 ― è meno l’esito di un’ideologia razionalistica, che il riverbero di un’intuizione religiosa, quella che Nikolaj Berdjaev definisce convenzionalmente “cristianesimo spirituale”: « … una corrente viva, non letteraria, e più popolare che colta … È la Russia vagabonda, interamente soffocata dalle domande sulla fede e la vita giusta … Ad essa appartengono non solo gente “del popolo”, contadini, ma persone provenienti da tutti gli strati della società russa, che avvertono l’impossibilità di continuare a vivere nella falsità e nell’empietà della vita mondana. Il pathos morale è molto intenso in questo tipo di vita spirituale, ma il problema morale non si raccoglie qui sulla superficie della vita personale e sociale, ma affonda nella profondità della sua essenza religiosa. Lev Tolstoj appartiene a questo tipo». Di là dalla riduzione del messaggio evangelico a un’etica razionale, pur presente nelle intenzioni filosofiche dell’autore, il Discorso della montagna non cessa di esercitare una profonda attrazione nella poetica del romanzo; l’incomparabile penetrazione di un’umanità dolente e abbandonata, svelata da una scrittura scabra ed essenziale, introduce il lettore a una comprensione di rara intensità della compassione e del perdono come il vero volto di Dio che Cristo ha mostrato agli uomini.

Il relatore
Adalberto Mainardi, monaco di Bose, è membro del comitato scientifico dei Convegni ecumenici internazionali di spiritualità ortodossa del Monastero di Bose, di cui cura l’edizione degli Atti. Si occupa di storia della Chiesa russa, di spiritualità ortodossa e di ecumenismo, e ha pubblicato numerosi articoli in Italia e all’estero.
Ha collaborato alla Bibliotheca sanctorum orientalium (Città Nuova), al Lessico della contemporaneità (Treccani) e curato l’edizione italiana di alcuni classici della letteratura spirituale russa, tra cui i Racconti di un pellegrino russo (Qiqajon 2010), la prima antologia italiana della poetessa russa Olga Sedakova (Solo nel fuoco si semina il fuoco, Qiqajon 2008) e gli scritti di Silvano del Monte Athos (Nostalgia di Dio, Qiqajon 2011). Tra le sue pubblicazioni più recenti Insieme verso l’unità. L’esperienza monastica e il cammino ecumenico (Qiqajon 2014), Spiritualités en dialogue (Parole et Silence, Paris 2014) e la curatela del volume Beati i pacifici (Qiqajon 2015).