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giovedì 19 novembre 2015

Mauro Girotto Un angolo di Bose nella verde Umbria


Mauro Girotto
Mauro Girotto

"I fratelli, nell’ascolto della Parola, nella vita fraterna, nel lavoro, cercano di unire l’ascolto e l’accoglienza di ogni uomo e donna che bussa alla loro porta per condividere con loro gioie e speranze, tristezze e angosce"

Un angolo di Bose nella verde Umbria

"Il monaco che si vuole esercitare nell’arte della conoscenza della divina Presenza deve arrivare a saper discernere il volto di Cristo nell’ospite e a far emergere nel mistero grande dell’incontro dell’altro, il Cristo presente".

Bose è una comunità di monaci e di monache appartenenti a Chiese cristiane diverse che cercano Dio nell’obbedienza al Vangelo, nella comunione fraterna e nel celibato.
Una vita semplice, che tende all’essenziale, fatta di preghiera e di lavoro. Non c’è infatti un’opera “propria” della comunità monastica, se non quella di credere e vivere in colui che Dio ha mandato: Gesù Cristo.
Senza un progetto particolare, per un grande dono del Signore, la comunità è composta di fratelli e sorelle appartenenti a diverse confessioni cristiane.
Attualmente conta una novantina di fratelli e sorelle che vivono l’unica vocazione monastica cenobitica a Bose (Bi) e nelle diverse fraternità di Ostuni (Br), Assisi, Cellole di San Gimignano (Si) e Civitella San Paolo (Rm).
La presenza della comunità monastica di Bose ad Assisi ha conosciuto una prima stagione con una fraternità di sorelle che ha vissuto al monastero di San Benedetto al Subasio dal 1993 fino al terremoto del 1997.
La ristrutturazione del monastero di San Masseo fondato nella seconda metà dell’XI secolo ha consentito la ripresa della vita monastica in quegli ambienti così cari alla tradizione sia benedettina che francescana. La fraternità di Assisi, ai margini della città, è un luogo di silenzio e di accoglienza per chi cerca un tempo per ritrovare se stesso e la relazione con Signore.
I fratelli, nell’ascolto della Parola, nella vita fraterna, nel lavoro, cercano di unire l’ascolto e l’accoglienza di ogni uomo e donna che bussa alla loro porta per condividere con loro gioie e speranze, tristezze e angosce. Così, con fedeltà sempre da rinnovarsi, si persegue il fine della vita monastica che, come ogni vita cristiana, è la carità, l’amore.
La presenza dei fratelli a San Masseo si caratterizza nell’equilibrio quotidiano tra preghiera e lavoro, e si focalizza attorno alla Parola di Dio, proclamata tre volte al giorno nella liturgia delle ore, pregata nella lectio divina in cella e incarnata nella vita fraterna, nel lavoro e nell’accoglienza degli ospiti, così che possa divenire parola di vita per l’oggi del credente.
Il monaco che si vuole esercitare nell’arte della conoscenza della divina Presenza deve arrivare a saper discernere il volto di Cristo nell’ospite e a far emergere nel mistero grande dell’incontro dell’altro, il Cristo presente, in modo nascosto, in ogni uomo e in ogni donna. Questo ministero assume una connotazione particolare ad Assisi in virtù della valenza ecumenica e anche interreligiosa che la città di san Francesco ha progressivamente assunto.Il lavoro quotidiano nell’uliveto, nel vigneto e nell’orto, costituisce una fonte di sostentamento per la comunità. Nel lavoro, come nei servizi comunitari e nella cucina, si cerca di svolgere il proprio compito con semplicità e cura. L’ospitalità è un ministero praticato fin dalle origini della vita monastica, perché accogliendo l’ospite si sa per fede di accogliere Cristo.
La fraternità di San Masseo accoglie chiunque cerca un luogo in disparte per un momento di ritiro e riflessione, per fare spazio alla Parola di Dio, per conoscere la lode gratuita nella preghiera della comunità, per fare un’esperienza di vita comune con i fratelli. La natura ecumenica della comunità e i legami fraterni che da sempre uniscono Bose alle Chiese ortodosse e a quelle nate dalla Riforma consente ai fratelli presenti di rendere San Masseo un luogo privilegiato di incontro e di confronto.
Inoltre la posizione del monastero, un po’ defilata rispetto al grande flusso di pellegrini che anima Assisi, può consentire agli stessi membri delle numerose comunità religiose e ai fedeli assisani di avere un luogo raccolto in cui “ritirarsi in disparte e riposare un poco” (Mc 6,31) nella preghiera e nel silenzio, così da riprendere con rinnovato vigore il loro ministero e la loro vita quotidiana.
Mauro Girotto Monaco di Bose