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mercoledì 21 ottobre 2015

Lidia Maggi “Come leggere la Bibbia”


rabbinochelegge
Leggere non significa soltanto decifrare le lettere che formano la parola, la frase, un testo. Leggere è un’arte che si matura sui tempi lunghi.
Leggere non è tanto acquisire delle informazioni ma “abitare un mondo”. Se proviamo a fare memoria di come ascoltavamo le fiabe che ci venivano raccontate quando eravamo piccoli, forse riusciamo a capire cosa significhi “abitare un mondo”. Ovvero ti domanda di mettere in gioco tutta la tua esistenza, di ripensarla all’interno di quel nuovo mondo.
E’ molto differente sapere chi è Cappuccetto Rosso dal sentirsi come lei! Quando si è piccoli, questo “trasloco” dal nostro mondo ordinario a quello fantastico delle storie narrate avviene quasi spontaneamente. In quell’età la vita appare come una promessa illimitata, con un’infinità di strade da percorrere. In seguito, questa fiducia nella vita si affievolisce sempre più.
La Bibbia – che è un autentico laboratorio per apprendere l’arte di leggere – conosce bene queste “difese immunitarie” che aumentano con il passare degli anni e che ci impediscono di pensare diversamente la nostra esistenza. E ripropone ai suoi lettori (perlopiù adulti che ridono di quella lettura infantile, ritenuta ingenua e irripetibile) la sfida della “conversione”. Quel libro ci ripete quasi ad ogni pagina che “cambiare vita” non solo è possibile ma è l’obiettivo di un’autentica esperienza di lettura. Che la posta in gioco del “leggere” è niente meno che questa.
“Se non ritornerete come bambini, non entrerete (appunto!) nel Regno dei cieli”!

di Lidia Maggi, teologa