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sabato 5 luglio 2014

Thellung "Sto studiando per imparare a morire"


Imparare a morire è l'esigenza fondamentale dell'esistenza e, quindi, anche il modo più autentico per vivere bene. In realtà per imparare a morire è sufficiente vivere consapevolmente tutte le fasi del nostro divenire. Non è necessario aggiungere altro, perché la vita è in se stessa un continuo processo di morte.
[...]
Credo che questo libro di Antonio Thellung nasca proprio dal desiderio di condividere esperienze. È nato come un diario di un tratto del cammino di consapevolezza, perciò ha la freschezza del presente vissuto, ma anche la dispersione del contingente e del casuale. Il tutto unificato dall'orizzonte della morte". (dall'introduzione di Carlo Molari)

"Un libro nato per caso, da una serie di colloqui scritti con gli amici, online, come si usa adesso, a distanza, sfociati in un originalissimo testo, fatto di vita, pensieri, sensazioni, ricordi, emozioni e concrete esperienze di vita. Di chi non ha paura di parlare dell'ultimo vero tabù della nostra società contemporanea. Anzi, la studia, la scruta, si confronta, per imparare ad accoglierla preparati, come se fosse un'amorevole sorella da tempo attesa. Nella migliore tradizione francescana... questo titolo, che forse a qualcuno appare provocatorio mentre a me pare calzante per mettere subito a nudo certe fragilità psicologiche. Quale vantaggio si può trarre, infatti, dal non chiamare le cose col loro nome? Dal non guardare in faccia la realtà? La morte riguarda tutti, e per i vecchi, poi, sancisce la chiusura naturale della loro parabola. Per questo io che sono vecchio sto studiando per capirne meglio il senso, nella speranza di farmela amica". (A. Thellung)

Dopo aver dedicato tutta la vita alla ricerca di senso, raggiunta l'età che comprime il futuro, Antonio fa in modo di non sprecare il presente e, tra le tante cose che ha fatto, continua a scrivere. Amante dei paradossi, è diventato da anni nostro carissimo amico e verrà a raccontarci a viva voce il contenuto di questa sua recente e gioiosa fatica.