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martedì 22 aprile 2014

Lo spazio liturgico (Dimensione Speranza)


Che un edificio sacro non appartenga all’intima essenza del cristianesimo si può comprendere già dal fatto che i cristiani dei primi due secoli non disponevano di veri e propri luoghi di culto, Anche la storia della chiesa di epoche più tarde conosce per certi paesi la perdita - durata decenni o secoli - di tutti gli edifici liturgici senza che le comunità cristiane cessassero di esistere. D’altra parte le assemblee liturgiche vengono favorite in modo essenziale se ci sono spazi appositi, che con la loro disposizione e arredamento agevolano la proclamazione della parola di Dio e la celebrazione della liturgia, influenzando così positivamente la koinonìa (comunione) con Dio e dell’uno con l’altro.
Qui ci si occupa dapprima della teologia dell’edificio liturgico cristiano, un rapido sguardo retrospettivo sulla sua storia, presenta linee direttrici e criteri per l’attuale architettura liturgica, illustra i nomi e i tipi delle costruzioni liturgiche e si interessa dell’arredamento essenziale dello spazio del culto. Un paragrafo sulla dedicazione delle chiese e degli altari forma la conclusione.